Riflessione filosofica sulla storia e la cura dei disturbi psichici



 (Lavoro Primo Classificato al Premio Nazionale di Filosofia "Le Figure del Pensiero" 2016 dal titolo "La sofferenza nel mondo della tecnica e i limiti della terapia psicologica. 
Riflessione filosofica sulla storia e la cura dei disturbi psichici")

Omicidi: cosa c'è nella mente degli assassini?



 
Sentiamo sempre piu spesso al tg notizie di omicidi, suicidi, follie divampate all'improvviso soprattutto tra i giovani. Proviamo sdegno e facciamo fatica a capire cosa stia accadendo. Ci domandiamo: come è possibile che un ragazzo possa uccidere? come è possibile non coglierne prima i segnali?
Proviamo a fare un po di chiarezza.

Sull'omicidio di Luca Varani



“Volevamo uccidere qualcuno, volevamo vedere l'effetto che fa”. Questo è quanto dichiarato da uno dei due ragazzi arrestati per l'omicidio di Luca Varani.  
Se si vuol sentire che “effetto” fa uccidere qualcuno, vuol dire che nulla fa più effetto nella vita, che dentro alberga un deserto, una voragine, un vuoto di senso incolmabile. Neanche la droga fa più “effetto” in quanto usata, così pare, per aumentare il coraggio e cioè per mettere a tacere anche l'ultimo sussulto interiore che avrebbe potuto evitare la tragedia.

Il problema della scelta e dell'identità nel mondo d'oggi



«Un asino affamato e assetato si trova esattamente tra due mucchi di fieno, con un secchio d'acqua vicino. Quale scegliere? Come scegliere? I due mucchi risultano perfettamente identici per cui, non essendoci nulla che determini l'asino ad andare da una parte piuttosto che dall'altra, resta fermo e muore di fame». Ecco il famoso apologo dell'asino di Buridano, che morì di fame non avendo nessun motivo per scegliere tra due cumuli di fieno perfettamente eguali.